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Lo scienziato ha analizzato quanto sia vero l'affermazione della vecchiaia saggia

David Galenson, Professore di Economia presso l'Universit? di Chicago, ha analizzato nel suo articolo se ? vera l’affermazione che la vecchiaia pu? essere saggia. E se ? vero che solo la giovinezza possiede il potenziale creativo.

In quasi tutte le culture del mondo et? matura ? sempre considerata come un  indice di saggezza (anche se, a dire il vero, non tutte le persone mature o anziane sono sagge), e la giovent? viene associata   all’energia, alla mente curiosa, alla creativit? e all'alta efficienza del lavoro. 

Senza dubbio, in molti ambiti della vita i giovani hanno i loro vantaggi, ma ? vero che in tutti i casi l’avanzare dell’et? pu? prevenire dal avere successo? Dopo tutto, se si parla di creativit? e di scienza, in questi ambiti la forza fisica, l'energia e la resistenza, in generale, non giocano un ruolo importante, perch? ? il volo del pensiero creativo  e l’erudizione che sono molto pi? significativi. 

In tal caso queste sfere dell’attivit? umana possono essere conquistate anche dalle persone mature o addirittura  anziane, arricchite dalle esperienze della vita? No, la maggior parte degli scienziati sostengono che, anche nella creativit? e nella scienza la saggezza non ? obbligatoriamente associata al potenziale creativo, ecco perci? le persone mature ed anziane non sono in grado di scrivere un romanzo di fama mondiale o dipingere un capolavoro, scoprire una nuova galassia o inventare un nuovo modo di utilizzare l'energia della luce. 

Ma potrebbe essere che questo punto di vista ? sbagliato e la vecchiaia  non ? per niente un indice dell'estinzione della creativit? o del pensiero scientifico? 

Gli psicologi specializzati nello studio del pensiero creativo, sono quasi unanime nella loro conclusione: l'uomo maturo pu? essere saggio, ma solo i giovani possono essere creativi. Difficilmente vedremo queste due qualit? abbinate allo stesso tempo da una persona. 

Nel 1953, Harvey Lehman ha detto: "Gli anziani tendono ad avere una grande saggezza ed erudizione", ma subito ha aggiunto che essa viene accompagnata dall'inerzia del pensiero che rende le persone in et? avanzata inefficaci nelle situazioni che richiedono "uno sguardo concettualmente nuovo sulle cose ". 

Nel 1990, Dean Simonton era d'accordo con Lehman: "Quando si parla di maturit?, la creativit? e la saggezza sono viste come due nozioni opposte," e, naturalmente, immediatamente segue la continuazione: " Gli studi empirici ...sembrano supportare questa idea banale." 

Nel 2003, Robert Sternberg ha spiegato che la saggezza e la creativit? richiedono due diversi modi di pensare, "il pensiero creativo ? spesso audace, mentre i pensieri saggi sono di solito piuttosto equilibrati." 

Per? questi scienziati sono sbagliati. Senza dubbio, la saggezza tende ad aumentare con l'et?, ma questo non porta necessariamente ad una diminuzione della creativit?. La saggezza di per s? pu? essere una fonte di creativit? stessa. Per molti dei pi? grandi innovatori proprio saggezza fu la fonte di ricerche creative e risultati importantissimi. 

L’errore dei psicologi ? semplice: loro interpretano una parte di creativit? come l’intera nozione. La creativit? concettuale ? audace,  facilemente vista in tenera et?: Rimbaud, Einstein, Picasso, Wells e Dylan sono gli esempi pi? eclatanti di creativit? dei giovani geni. 

Tuttavia, la creativit? delle persone che possiedono l’esperienza, ? abbastanza bilanciata ed ? direttamente collegata sia  con l'et? e che con la saggezza: Darwin, Cezanne, Hitchcock, Gehry e Coetzee presentano solo alcuni degli archetipi dei moderni maestri creativi tra gli anziani. 

Le differenze dei vari cicli di vita e della creativit? delle persone non sono casuali, sono sistematici, ecco perci? i giovani geni ed i maestri anziani pensano e lavorano in modo diverso e con un risultato davvero diverso. 

Robert Frost ? un grande poeta, che ? diventato noto piuttosto tardi. Scrisse la sua pi? celebre poesia " Stopping by Woods on a Snowy Evening» quando aveva ormai 48 anni. Questa poesia ? entrata profondamente nella coscienza degli americani e viene imparato da milioni di studenti. 

John F. Kennedy nel 1960 sempre concludeva i suoi discorsi durante la  campagna elettorale, citando le linee: "Ma io ho promesse da mantenere, e devo percorrere miglia prima di dormire" (traduzione parola per parola). 

Riflettendo sul ciclo di vita dei poeti, Frost ha detto: "I giovani hanno l'intuizione, a loro capitano gli inaspettati lampi di genio, qua e l? arrivono le idee innovative. ? simile alle stelle che vengono al cielo in prima serata. Hanno una luce lampeggiante."

Tuttavia, secondo Frost, le opere dei poeti avanzati nell’et? hanno una maggiore profondit?: "Pi? tardi, nel buio si vedeno le  forme, le costellazioni. E queste costellazioni sono una filosofia."

Nel suo famoso saggio, il 65enne Frost ha suggerito che la poesia dovrebbe fornire una spiegazione della vita come un "breve soggiorno in fermento". Idealmente ? la vita che deve gestire le poesie: " essa comincia con gioia e finisce in saggezza." 

Pochi scrittori hanno mai speso pi? tempo e sforzo per capire il valore della disciplina e dello sviluppo delle proprie competenze per la creativit? di Virginia Woolf. 

Il suo biografo, ha detto che lei scriveva tutti i giorni per 35 anni: nove romanzi, centinaia di recensioni e saggi, migliaia di lettere e decine di volumi del diario. 

Woolf stessa ha ammesso che tutta questa scrittura "ha notevolmente aiutato il mio stile e mi aveva liberato dai vincoli."

Quando Wolfe aveva gi? 47 anni, lo scrittore Raymond Mortimer ha detto che lei era "il tocco di Midas": "ogni parola che usava era viva e la tirava per la coda come una trota". 

Lui sapeva che il suo virtuosismo era "il risultato degli anni di esperienza. Se seguiamo l'ordine cronologico delle sue opere, possiamo vedere questo sviluppo... ora le sue linee  sono spontaneamente insidiose, come le creazioni di grandi artisti."

Dopo la morte di Virginia Woolf uno dei suoi pi? cari amici, lo scrittore E. M. Forster ha scritto che lei amava scrivere "con intensit? raggiunta dai pochissimi scrittori, e anche con una intesit? maggiore", e che lei aveva lavorato con una "perseveranza unica che non pu? essere ripetuta in questo paese per molti anni ancora." 

Forster ? giunto alla conclusione: "Lei ha rispettato le conoscenze acquisite, e credeva in saggezza." 

Solo decenni pi? tardi Frost e Wolf hanno raggiunto il suo pi? grande successo artistico, perch? erano costantemente al lavoro per ottenere la maggiore conoscenza possibile della sua materia, e migliorare le loro capacit? per utilizzare tali conoscenze nella loro creativit?. 

Lo stesso vale per molti scienziati di fama mondiale. Charles Darwin ha raggiunto l'apice del suo successo all'et? di 50 anni dopo la pubblicazione del suo lavoro scientifico "L'origine delle specie". Lui ha trascorso decenni accumulando scrupolosamente un numero enorme di libri delle prove a sostegno delle sue generalizzazioni, tra cui una pluralit? di argomenti complessi. 

Poco prima dell’inizio della scrittura di "L'origine delle specie", Darwin ha detto ad un amico: "Sono – come Creso  - travolto dalla mia ricchezza dei fatti, e voglio fare il mio libro il pi? perfetto possibile." 

Lo scienziato Michael Ghiselin, che osservava il lavoro di Darvin, ha detto: "Forse dobbiamo attribuire il brillante risultato che lui ha raggiunto pi? alla sagezza, e  - in misura minore  - all’ intelligenza," notando che Darwin ha cercato di "acquisire la saggezza da una riflessione sulle sue esperienze ed ? stato molto attento, siccome aveva imparato dai propri errori. " 

Gli psicologi che sostengono che la saggezza impedisce la creativit?, si permettono una grande ingiustizia verso molti dei nostri pi? grandi innovatori. Improvvisi salti dei giovani innovatori concettuali, ovviamente, possono portare ai risultati molto significativi. Tuttavia, le principali innovazioni possono ugualmente essere raggiunte con uno sforzo graduale e quotidiano di innovatori esperti. 

Il fatto che questo processo lento e laborioso ? meno drammatico dei inaspettati salti degli innovatori concettuali, in ogni caso non dovrebbe impedirci di vedere l'importanza del loro lavoro: nell’ambito dell'arte e della scienza ? il risultato che vale. Queste discipline non devono essere considerate come i Giochi Olimpici in cui lo stile determina chi ottiene le medaglie. 

La poesia di Robert Frost, i lavori di fantasia di Virginia Woolf e la teoria di Charles Darwin  sono solo alcune delle innovazioni create grazie all'esperienza. Queste opere si distinguono tra gli eventi artistici pi? importanti dell'arte contemporanea occidentale e della scienza. 

Tutto dipende dalla saggezza e dalla creativit? del grande artista o scienziato. Il grande scultore-esperto Louise Bourgeois creava le sue pi? grandi opere anche all’et? di 80 e 90. Lei ragionava cos?: "C'? un lungo periodo di tempo tra la prima visione creativa e il risultato finale.  Ed ? spesso una questione di anni." Il suo metodo artistico comprende la revisione, la ripetizione e l'integrazione; la sua grande mostra principale, che ? stata chiamata "Faccio, distruggo, rifaccio" ? stata tenuta quando l'autrice aveva gi? 89 anni. Lei spiegava che "rifaccio" significa che la soluzione del problema sar? trovata. Questo non pu? essere la risposta definitiva, ma ? un tentativo di andare avanti.

Quando Bourgeois aveva 84 anni, l'intervistatore le chiese se sentiva sempre lo slancio che ? necessario per modificare il lavoro gi? esistente in qualche altro modo. Bourgeois ha replicato alla sua osservazione: "No, non in qualche altro! In modo migliore! ". Quando ha chiesto se era davvero possibile, lei aveva risposto: "Stai diventando migliore ... Questa ? la saggezza della vecchiaia." 

Sulla base di materiali di The Huffington Post

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